SARDEGNA A VELA

Sardegna a vela: prima vacanza in barca a vela, a nord dell’isola.

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Sardegna a vela: prima vacanza in barca a vela, a nord dell’isola. le aspettative sono molto alteIl primo giorno in cui sbarchiamo purtroppo piove e c’è vento ma la barca aspetta solo noi. Mangiamo e si salpa, direzione Asinara. Due notti tra cala reale e cala oliva, le due perle del parco naturale. Ceniamo dondolati dal mare, con la luna e le stelle che ci fanno compagnia.

Sveglia presto e giro dell’isola con una macchina elettrica affittata dell’accogliente popolazione dell’isola. Lunga km e larga si gira bene. Il carcere di Fornelli, dove erano rinchiusi i malavitosi di carattere politico, purtroppo a giugno non è ancora aperto, però si può visitare la fortezza a nord dove venivano imprigionati i malavitosi di stampo mafioso.

Ci consoliamo con un bagno nel mare turchese, sotto lo sguardo degli asinelli (sono quasi 2000 in tutta l’isola, inutile dirlo, l’asinello di colore bianco immacolato è il più bello!. Sono loro che la popolano, d’altronde in quest’isola vi è solo 1 residente, lo scultore. D’estate l’Asinara viene presa d’assalto dai turisti che possono usufruire dell’unica struttura in grado di ospitarli, l’ostello presente a nord dell’isola, appena sotto la fortezza prima citata. Cambiamo cala per la notte, ma il fascino è sempre lo stesso.

Un aperitivo al tramonto chiude la prima giornata in barca a vela.Al mattino ci sveglia la pioggia, il tempo pare non essere dalla nostra parte, anche se i bollettini meteo sono di nostro auspicio. Facciamo colazione e ci dirigiamo verso Stintino per ritornare nell’isola madre, il maestrale fa da padrone e spinge la vela per miglia e miglia.

Il giorno seguente il vento è forte, azzardare una navigazione lunga è proibitivo, il comandante opta per un ancoraggio davanti alla Pelosa, nel mare cristallino della famosa spiaggia, una piscina a cielo aperto, il blu scuro del mare avvicinandosi alla costa schiarisce sempre più fino a prendere un colore celeste, un arcobaleno di colori che la natura ci offre sotto i nostri occhi. Pranziamo in questo scenario tropicale, un pranzo magnifico, non c’e nemmeno bisogno di dirlo. Un tuffo e un po’ di timido sole caratterizzano il pomeriggio.

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Nuova giornata, nuova avventura. Finalmente è tornato il sereno e le condizioni del mare ci permettono di lasciare il porto e veleggiare per 35 miglia in direzione di Castelsardo. Facciamo cadere in mare le due lenze di poppa nella speranza di prendere qualche pesciolino, prendiamo però solo tanto vento e sole.

L’arrivo in porto ci lascia senza parole, il piccolo borgo visto dal mare è tutta un’altra cosa, il castello nella sua estremità la fa da padrona e chiudendo gli occhi si riesce ad immaginare quale potenza poteva essere stata nella storia con la sua maestosità che sovrasta il litorale. Lasciamo la barca e ci addentriamo dentro al paese, tra ristorantini tipici e negozi di souvenir passeggiamo fino al castello per andare ad ammirare una notevole vista mozzafiato, peccato non aver portato con se i binocoli!

Immancabile un gelato per rinfrescarci dal caldo, il sole alto sopra la nostra testa cuoce l’asfalto rovente, non c’è una bava d’aria, resistere senza un cappello o senza rinfrescarsi è davvero una dura prova.
Al ritorno è pronta una cena sarda: colurgiones al sugo, assaggi di formaggi tipici e per finire non può mancare la famosa seadas. Un’altra sera cala sulla nostra barca a vela, siamo pronti per il giorno successivo.Un buon caffè e una brioche ci ricaricano e siamo pronti per rientrare a stintino, in attesa che cali il maestrale e ci permetta di passate attraverso il famoso passaggio dei fornelli tra la Sardegna e l’Asinara per raggiungere Alghero.

Bosa, un incantevole borgo dove tradizione e modernità si fondono e ci infondono curiosità e fascino. Fin da subito ci colpisce il quartiere storico di sa Costa, fatto di case variopinte che si inerpicano sulle pendici del colle di Serravalle, dominato dal castello dei Malaspina. Lo raggiungiamo a piedi: dall’alto, ammiriamo il panorama di tutta la cittadina. Il poetico Lungotemo con il Ponte Vecchio che cavalca il Timo, unico fiume navigabile in Sardegna, accompagna la nostra ultima passeggiata alla scoperta delle antiche concerie. E’ qui che finisce quest’avventura, un autobus ci riporterà a nord per prendere la via del ritorno a Genova.

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